La Gen-Z e il problema delle dipendenze tecnologiche: cosa emerge dal confronto con gli studenti

Quest’anno, nell’ambito del progetto “Guadagnare salute con la LILT”, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con gli studenti di tre istituti scolastici della provincia di Frosinone, per discutere con loro di prevenzione e di dipendenze, approfondendo sia il tema dell’alimentazione sia quello della salute mentale. Le nuove generazioni, attraverso Internet, hanno accesso a molte più informazioni su questi temi rispetto al passato e, dopo il fenomeno Covid, sono molto più sensibili alle tematiche relative alla salute. Molto spesso, però, le informazioni in loro possesso provengono da fonti non attendibili, che non sono basate su evidenze scientifiche.

Uno degli argomenti più sentiti dai ragazzi e dalle ragazze degli istituti scolastici della provincia di Frosinone in cui sono intervenuto, è stato quello della dipendenza dalla tecnologia e da Internet. L’utilizzo patologico di Internet è stato classificato per la prima volta a metà degli anni ‘90 come Internet Addiction Disorder (I.A.D.) (Block, 2008). Secondo Young (1998), l’uso patologico di Internet è un “disturbo del controllo degli impulsi che non comporta intossicazione, ma altera in modo significativo e evidente il funzionamento di una persona in tutti gli ambiti della sua vita“. Il disturbo viene diagnosticato quando nell’ultimo anno si sono manifestati 5 sintomi su 8:

  1. una forte preoccupazione per Internet, che assume la forma di pensare costantemente all’attività online; necessità di trascorrere una quantità crescente di tempo online per raggiungere la soddisfazione;
  2. tentativi ripetitivi ma infruttuosi di controllare il proprio utilizzo di Internet riducendolo o astenendosi del tutto;
  3. la comparsa di effetti negativi marcati, come depressione, irritazione, ecc., quando l’uso di Internet è limitato;
  4. problemi a controllare la quantità di tempo che si trascorre utilizzando Internet;
  5. l’uso di Internet produce stress e problemi personali e sociali;
  6. utilizzando la manipolazione nelle relazioni al fine di nascondere la propria preoccupazione per Internet;
  7. utilizzare l’attività online per regolare le proprie emozioni;
  8. usare Internet come una via di fuga dai propri problemi e un metodo per affrontare gli stati emotivi negativi.

Con il passare del tempo, sono emersi molti tipi di problemi di dipendenza correlati alla dipendenza da Internet e una serie di usi specifici di Internet che creano dipendenza, tra cui gioco d’azzardo online, gioco online, social networking, cybersesso.

Quando, insieme ai volontari della LILT, abbiamo chiesto ai ragazzi di controllare sui propri dispositivi elettronici quante ore trascorressero mediamente sui telefoni cellulari, abbiamo registrato un utilizzo medio di 7 ore e mezza al giorno. Una soglia molto più alta rispetto alla soglia “di sicurezza” consigliata dagli esperti. L’aspetto ancora più preoccupante è che la maggior parte degli studenti che riferivano un utilizzo di internet sopra la media ammettevano, di avere uno stile di vita sedentario e poco orientato alla vita sociale e relazionale. Essi riferivano anche sensazioni di ansia, depressione e bassa autostima maggiori rispetto agli altri compagni.

Dal confronto con gli studenti emerge chiaramente un dato di fatto: la diffusione pervasiva della tecnologia e di Internet sembra aver determinato un’inversione di tendenza, tra le abitudini della Generazione Z e quelle delle generazioni precedenti. Se, infatti, prima dell’avvento di Internet (primi anni del ’90) tra le giovani generazioni c’era ancora la tendenza ad incontrarsi e stabilire un contatto diretto tra le persone, ai giorni nostri, invece, Smarthphone, Tablet, Personal Computer, Internet, hanno indubbiamente sostituito il contatto diretto con i coetanei o le persone, in generale, abituando i più giovani a modelli di vita sempre più solitari oltre che sedentari.

Dato lo scenario attuale è ancora possibile prevenire la dipendenza digitale? Credo che demonizzare il mezzo Internet o in generale la tecnologia non sia una soluzione né praticabile né utile. La miglior prevenzione è educare le generazioni più giovani a un utilizzo consapevole di internet e in generale della tecnologia. Per evitare di incorrere nella trappola dell’abuso è importante conoscere i propri scopi quando ci si mette di fronte al computer e monitorare le proprie emozioni quando si è in rete. A mio parere è essenziale anche che ci sia un impegno sempre maggiore da parte delle istituzioni a promuovere stili di vita sani, improntati alla socialità e al contatto con la natura.

Dott. Daniele Riggi

Bibliografia

Block J.J. Issues for DSM-V: internet addiction Am J Psychiatry 2008 Mar;165(3):306-7. doi: 10.1176/appi.ajp.2007.07101556.

Young KS. Internet addiction: the emergence of a new clinical disorder. CyberPsychology & Behavior 1998; 1(3): 237–244.

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